I diplomati magistrali devono entrare a pieno titolo nelle Gae

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banner-pacchetti-certificazioni-informaticheAlcuni suggerimenti pratici per tutelare il diritto a permanere nelle Gradautorie ad esaurimento

Per i diplomati magistrali l’orizzonte si va schiarendo sempre di più. Manca l’ultimo tassello costituito dalla Assemblea Plenaria del CDS che dovrà esprimersi nel merito per il valore abilitante del titolo del diploma conseguito prima del 2001/2002. A maggio si era avuto il decreto cautelare espresso dai giudici di Palazzo Spada che presumibilmente lo confermeranno il prossimo 22 febbraio. I diplomati magistrali costituiscono senza dubbio l’avanguardia dei docenti abilitati della II fascia. La vicenda dura ormai da tre anni, da quando cioè il CDS si espresse per la prima volta in loro favore. La Cassazione ha chiarito ultimamente a chi spetta la competenza a giudicare in merito.

A chi proporre il ricorso

La recente pronuncia della Cassazione è importante perché ci chiarisce quale è la strada da seguire per l’inserimento in Gae. La doppia competenza a giudicare rende valida la strategia di proporre ricorso tanto al giudice del lavoro quanto al Tar. In parole povere, se si contesta la lesione di un diritto soggettivo quale l’esclusione dalle Gae dei diplomati magistrale in virtù del dm. 245/2014, si può fare ricorso in qualsiasi momento. Se l’oggetto del contendere invece è l’atto amministrativo di aggiornamento delle Gae che periodicamente pubblica il MIUR, lo si può impugnare al Tar entro 60 gg. Tuttavia è bene sapere che, fin quando la giustizia amministrativa non conferma nel merito il decreto cautelare, l’inserimento in Gae non è definitivo. Questo presta il fianco a qualche rischio. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

La salvaguardia del diritto

Accertato che è possibile mantenere in piedi contemporaneamente i ricorsi ai due tribunali, con la conseguente stipula di contratti a tempo determinato che un pronunciamento positivo rende fattibile, davanti all’amministrazione si può far valere il giudizio più favorevole. Dal momento che in molti hanno visto rigettato il proprio ricorso dal giudice del lavoro, sempre in attesa che il Tar confermi il merito, è bene prendere le dovute precauzioni. La scorsa estate è accaduto infatti che qualcuno si è visto cancellare l’inserimento ottenuto col Tribunale Amministrativo del Lazio. A Verona e a Firenze gli Usr avevano preso a riferimento il rigetto dei tribunali del lavoro per depennare i diplomati magistrale che avevano ottenuto l’inserimento nelle gae con riserva. Ergo, onde evitare che si ripeta il bis, è consigliabile proporre ricorso in appello entro i 6 mesi dalla sentenza di rigetto. Questo farà in modo da tutelare l’eventuale effetto negativo e preservare la posizione assunta grazie alla giustizia amministrativa.

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