Infanzia: Sistema Integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni. Cosa cambia?

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universitc3a02Sistema Integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a 6 anni.

La cosiddetta Riforma 0-6 è ormai in dirittura d’arrivo. Il Governo ha sottoposto a parere parlamentare loschema del decreto legislativo N. 380 così come stabilito dalla Buona Scuola, la Legge 107/2015.

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Le finalità del Sistema integrato di educazione e di istruzione per le bambine e per i bambini in età compresa dalla nascita fino ai sei anni, sono illustrate nel testo del decreto: “Alle bambine e ai bambini, dalla nascita fino ai sei anni, per sviluppare potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, in un adeguato contesto affettivo, ludico e cognitivo, sono garantite pari opportunità di educazione e istruzione, di cura, di relazione e di gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali ”.

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Il Sistema integrato di educazione e di istruzione punta all’educazione, attraverso i sistemi educativi per l’infanzia, e all’educazione e all’istruzione tramite la scuola dell’infanzia, nonché al superamento di ostacoli di qualsiasi natura. Nello specifico: promuove la continuità, soprattutto con il primo ciclo d’istruzione; concorre a ridurre gli svantaggi culturali, sociali e relazionali con interventi personalizzati; accoglie e rispetta le diversità; sostiene la funzione educativa delle famiglie; favorisce la conciliazione tra i tempi e le tipologie di lavoro dei genitori (con particolare attenzione alle famiglie monoparentali); promuove la qualità dell’offerta formativa avvalendosi di personale educativo e docente con qualificazione universitaria e di personale aggiornato attraverso la formazione continua in servizio, della dimensione collegiale del lavoro e del coordinamento pedagogico territoriale.

Il Sistema integrato di educazione e di istruzione è costituito da:

  1. I servizi educativi per l’infanzia, gestiti da Enti locali, pubblici o soggetti privati. La soglia massima di partecipazione economica delle famiglie alle spese di funzionamento è definita in sede di Conferenza unificata tenuto conto delle risorse disponibili. Gli Enti Locali possono prevedere agevolazioni tariffarie o esenzione totale sulla base del modello ISEE. Le aziende pubbliche o private possono erogare alle lavoratrici con figli di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni, un “Buono Nido”, spendibile nei nidi accreditati o a gestione comunale.I servizi educativi per l’infanzia sono così strutturati:
    • Nidi e micronidi: accolgono le bambine e i bambini dai 3 ai 36 mesi, concorrono con le famiglie alla loro cura, educazione e socializzazione, promuovendone il benessere e lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia e delle competenze. Presentano modalità organizzativa e di funzionamento diversificate in relazione ai tempi di apertura, assicurano il pasto e il riposo e operano in continuità con la scuola dell’infanzia
    • Servizi integrativi: concorrono a soddisfare i bisogni delle famiglie in modo flessibile e si distinguono in: Spazi gioco che accolgono bambine e bambini dai 12 ai 36 mesi, non prevedono mensa e consentono una frequenza flessibile per un massimo di 5 ore al giorno; Centri per bambini e famiglie che accolgono bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore, offrono esperienze di socializzazione, apprendimento e gioco e al tempo stesso momenti di comunicazione e incontro per gli adulti sui temi dell’educazione e della genitorialità. Anche in questo caso non è previsto il servizio mensa e la frequenza è flessibile; Servizi educativi in contesto domiciliare che accolgono bambine e bambini dai 3 ai 36 mesi e concorrono con le famiglie alla loro educazione e cura.
    • Sezioni primavera accolgono bambine e bambini tra 24 e 36 mesi. Fino ad oggi hanno rappresentato esempi di ampliamento dell’offerta formativa, ovvero sezioni sperimentali per agevolare le famiglie che hanno difficoltà a trovare posto al nido o impossibilità per la mancanza di strutture sul territorio. Sono aggregate, di norma, alle scuole dell’infanzia, statali o paritarie, o sono inserite nei Poli per l’infanzia. Possono essere gestite anche dallo Stato.
  2. Le scuole dell’infanzia statali e paritarie accoglie bambine e bambine dai 3 ai 6 anni. Promuove l’educazione e l’istruzione, lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia e delle competenze, assicurando l’effettiva eguaglianza delle opportunità in rapporto con gli orientamenti educativi dei genitori. Hanno una funzione strategica operando in continuità con i servizi educativi per l’infanzia e con il primo ciclo d’istruzione.

Poli per l’infanzia

Per potenziare la ricettività e per sostenere la continuità educativa, le Regioni e gli Uffici Scolastici Regionali hanno il compito di costituire i Poli per l’Infanzia che accolgono più strutture di educazione e di istruzione per offrire esperienze progettate nel quadro di un unico percorso educativo. Rappresentano dunque laboratori permanenti di ricerca e innovazione. Le Regioni, d’intesa con gli Enti Locali, sono tenute a individuare da 1 a 3 aree da destinare all’iniziativa; a seguito dell’individuazione e della comunicazione al MIUR delle aree identificate, quest’ultimo deve indire specifico concorso per le proposte progettuali per la realizzazione dei Poli per l’infanzia; i progetti saranno infine valutati da una commissione di esperti.

 

Piano nazionale per la promozione del sistema integrato.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, il Governo deve predisporre il Piano nazionale pluriennale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione, per estendere il Sistema integrato su tutto il territorio nazionale, anche attraverso il superamento della fase sperimentale delle sezioni primavera, in vista della loro graduale stabilizzazione e del loro progressivo potenziamento. A seguito della progressiva estensione del Sistema integrato di educazione e di istruzione sul territorio nazionale, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 sono gradualmente superati gli anticipi di iscrizione alla scuola dell’infanzia; il superamento degli anticipi è subordinato alla effettiva presenza sul territorio dei servizi educativi per l’infanzia. Gli obiettivi strategici del Piano prevedono una copertura territoriale più diffusa e omogenea dei servizi educativi per l’infanzia, la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’inclusione delle bambine e dei bambini, la qualificazione universitaria del personale educativo e la formazione in servizio del personale tutto, il coordinamento pedagogico territoriale tramite i Poli per l’Infanzia.

Per la progressiva attuazione del piano è istituito il Fondo Nazionale per il Sistema integrato che finanzia: interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione edilizia, restauro, riqualificazione estetica, messa in sicurezza, risparmio energetico, con particolare attenzione ai Comuni privi o carenti di scuole dell’infanzia; quota parte delle spese di gestione; formazione in servizio del personale educativo e docente.

 

Personale educativo e docente

A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 l’accesso ai posti di educatore di servizi educativi per l’infanzia è consentito esclusivamente a coloro che sono in possesso della Laurea triennale in Scienze dell’educazione a indirizzo specifico per educatori dei servizi per l’infanzia o della Laurea quinquennale in Scienze della Formazione Primaria. Su questo punto resta da chiarire perché non potrebbero accedere coloro che sono in possesso della laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria ad indirizzo infanzia. Continuano ad avere validità i titoli conseguiti nell’ambito delle specifiche normative regionali, entro la data di entrata in vigore del decreto in oggetto.

Nessun riferimento in merito all’accesso ai posti di docente di scuola dell’infanzia, pertanto continueranno a considerarsi titoli validi il diploma magistrale o il Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002, la Laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria ad indirizzo infanzia; la Laurea quinquennale in Scienze della Formazione Primaria.

Per l’attuazione degli obiettivi del Sistema Integrato viene inoltre stabilito che alla Scuola dell’infanzia statale viene assegnata una quota parte delle risorse professionali definite dalla Tabella 1, allegata alla L.107/2015, relativa all’organico di potenziamento; ciò non deve però determinare esuberi nell’ambito dei ruoli regionali. Se ne deduce che l’organico di potenziamento da assegnare alla scuola dell’infanzia dovrà derivare necessariamente dalla contrazione di organico potenziato già assegnato ad altri gradi d’istruzione.

Per avere risposte a queste e altre domande aspettiamo che le Commissioni parlamentari esprimano pareri e osservazioni in merito, e che venga successivamente approvato il testo definitivo.

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