Tfa, il Consiglio dei Ministri apre un varco per chi ha sostenuto il dottorato di ricerca

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ecampus-mioI due decreti varati ieri in Consiglio dei ministri in tema riforma della pubblica amministrazione passano ora all’esame di Parlamento e Consiglio di Stato e soprattutto devono cercare l’intesa con Regioni ed enti locali. Come si legge su IlSole24Ore, la discussione presenta numerose novità che vanno dalla gestione dei precari ai concorsi ai premi di produttività fino ai procedimenti disciplinari. Nel vivo la modifica all’articolo 18 che pare avere un’accelerata in termini di armonizzazione con il privato.

“Il governo prosegue nel suo cammino e lo fa con decisioni molto rilevanti – ha detto il primo ministro Paolo Gentiloni al termine del Consiglio  – ed è chiaro che le operazioni che dobbiamo fare nelle prossime settimane, in particolare con il Def, con la prospettiva che ci aspetta richiedono un’ulteriore accelerazione del ritmo delle riforme”. “Sono pronta – ha
aggiunto la Madia – a fare una direttiva all’Aran e, di fatto, ricominciare un percorso formale per riaprire la stagione contrattuale ferma da diversi anni”.certificazione inglese1

LE NOVITA’

Le nuove regole messe in campo, prevedono di modulare i posti da mettere a concorso sulla base dei “fabbisogni di personale” e aprono una strada importante, ovvero la possibilità di riconoscere il titolo di dottore di ricerca come requisito per profili specifici o livelli di inquadramento, senza tralasciare la conoscenza delle lingue nelle selezioni. Questo, per i docenti, potrebbe rappresentare una svolta in quanto sono in tanti quelli che hanno fatto un dottorato di ricerca e che per questo si chiedono se sia giusto dover fare anche il Tfa dal momento che il dottorato rappresenta in Italia il più elevato grado di formazione. Una quota di posti, inoltre, sarà riservata a chi negli ultimi 8 anni ha maturato almeno 3 anni di servizio con la pubblica amministrazione.

Per quanto riguarda, invece, i procedimenti disciplinari, sono state ampliate le ipotesi di licenziamento ed estese le procedure accelerate in quanto la sospensione potrà avvenire in 48 ore e il licenziamento in 30 giorni per tutti i casi in cui è prevista la flagranza. Nei procedimenti ordinari, invece, l’iter dovrà comunque concludersi in 60 giorni e i vizi di forma non potranno più far decadere ne il procedimento ne la sanzione. “Il limite di 24 mesi ai risarcimenti – ha detto Pietro Ichino, senatore Pd – è doppio rispetto a quello previsto dalla legge Fornero. Meglio che nessun limite, ma obiettivamente è un passo indietro”.

Fonte: oggiscuola.it

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