Organici 2017/18: Miur vuole stabilizzare 9.600 posti da OF a OD, 2 mila su sostegno. Si va a scontro con sindacati

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24 cfu per concorso insegnantiNuovo incontro oggi 4 maggio 2017 tra Miur e sindacati sulla trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto. Il Miur nell’incontro ha dato una informativa sui numeri dell’organico del prossimo anno riferendo sulle possibili trasformazioni dei posti in OD che il MEF sarebbe intenzionato a concedere. Posti che come si sa sono essenziali per poter disporre sia nuove immissioni in ruolo, a cui andranno il 60%, che per dare maggiori possibilità sul restante 40% destinato a mobilità territoriale (30%) e professionale (10%) consentendo a tanti docenti, sbattuti in giro per l’italia dall’algoritmo dello scorso anno, di avvicinarsi ai loro affetti. L’incontro prevedeva i due punti all’ordine del giorno:
informativa nota dotazione organico personale docente a.s. 2017/2018
passaggio da ambito a scuolaeipass1

Ad oggi a oltre 6 mesi dalle promesse annunciate dal governo Renzi non vi è certezza sui posti che sarebbero trasformati visto che non è stato ancora chiuso il confronto con il Mef sull’esatta quota delle stabilizzazioni di posti nell’organico di diritto. Posti che lo ricordiamo sono previsti da una specifica disposizione nella legge di stabilità e che ha stanziato 140 milioni di euro per il 2017 e 400 milioni per il 2018.  Sulla quantificazione dei posti è in corso un teatrino tra il MEF e il Miur con un balletto di cifre sulla reale consistenza di posti trasformabili.  Eppure a calcolare i posti che si potrebbero stabilizzare con i soldi stanziati dal governo è stato pochi giorni fa il deputato Luigi Gallo che, calcoli alla mano ed utilizzando relazioni tecniche allegate alla legge della buona scuola, ha quantificato in oltre 53 milai posti che si possono trasformare da organico di fatto ad organico di diritto.

Il Miur sembra intenzionato a fornire agli Uffici scolastici regionali il numero minimo (9.600 posti) di adeguamento che al momento è possibile assicurare. Tale quota è comprensiva di circa 2.200 posti dei licei musicali e 2.000 posti di sostegno. Abbiamo fondato motivo di credere che la cifra aumenterà (circa 13.600) anche se non arriverà alle richieste fatte dalla stessa  Ministra e cioè 25.000. Insieme a questi numeri sarà comunicato agli Uffici scolastici regionali anche il limite dell’organico di fatto assegnato per il prossimo anno scolastico a ciascuna regione. In tutto si tratta di 30.262 posti comprensivi del numero dei posti che saranno stabilizzati nel diritto.

Questi sono i limiti dei posti che assegneranno. Quindi un eventuale sdoppiamento delle classi che venisse operato dagli Uffici scolastici regionali non potrà produrre un aumento di organico.

Sui tempi è prevedibile che la prossima settimana sia sciolto il nodo con il Mef circa il numero esatto delle stabilizzazioni.

I principali punti fermi sono:

  • 2.200 stabilizzazioni nei musicali
  • Gli altri posti sono stati ripartiti in questo modo: sarà ricalcolato il limite massimo dell’organico di fatto già autorizzato regione per regione lo scorso anno in base al numero degli alunni effettivi nel fatto 2016/2017. I 30.262 posti sono distribuiti, pertanto, in base al numero degli alunni di fatto attribuiti ad ogni regione nell’anno scolastico in corso.
  • Conferma dei 601.126 posti quale quota di organico base, compresa la ripartizione assegnata alle varie regioni.
    Conferma dei 48.000 posti quale quota dell’organico di potenziamento.università telematica ecampus
    Conferma dei 30.262 posti dell’organico di fatto già attribuito l’anno scolastico in corso vengono confermati a livello nazionale. Essi saranno comprensivi delle stabilizzazioni stante la definizione numerica tuttora oggetto di confronto Miur/Mef.

Totale insoddisfazione sull’informativa viene espressa dalla FLC-CGIL che fa notare come i numeri delle stabilizzazioni siano al di sotto delle reali esigenze e, anche qualora si attestassero sull’ipotesi migliore (13.600), sarebbero ben lontani dalle 25.000 stabilizzazioni annunciate dalla stessa Ministra Fedeli. Secondo il resoconto della sigla sindacale il Miur avrebbe dato un’informativa sindacale senza nessun documento ufficiale a supporto dei criteri di ripartizione dei posti che sarebbero stabilizzati e senza alcuna certezza sui numeri effettivi.

Lo stesso sindacato denuncia inoltre un ritardo intollerabile visto che le domande di mobilità, ancora una volta saranno inoltrate in assenza di qualsiasi dato e a breve i collegi dei docenti saranno chiamati a individuare i requisiti per l’assegnazione dei docenti da ambito a scuola sui posti vacanti e disponibili ancora non comunicati. Operazione, quindi, tutta al buio, visto che le scuole non sono state messe neanche nelle condizioni di conoscere i posti di organico assegnati. Di fatto la sostanziale conferma dell’organico a livello nazionale e regionale non tiene conto della variazione in aumento degli alunni per il prossimo anno, se non nella sola quota dei 30.262 posti. Un limite inaccettabile. Così si mette a rischio il diritto all’istruzione di migliaia di studenti e studentesse perché condiziona al ribasso l’offerta formativa e costringe le scuole a comprimere i bisogni.

  • La richiesta delle sigle sindacali è stata di assicurare le 25.000 stabilizzazioni promesse, attribuzione dei posti in organico di fatto in numero necessario a coprire le esigenze che vengono dalle regioni in relazione al numero degli alunni e alle necessità di integrazione.
  • Insoddisfazione dunque che della FLC che ha minacciato, in assenza di risposte adeguate ai bisogni delle scuole, di proclamare lo stato di agitazione insieme alle altre sigle sindacali chiedendo uno spostamento del confronto a livello politico.
    Riguardo il secondo punto all’ordine del giorno “passaggio da ambito a scuola”, sul quale era stata inoltrata richiesta di incontro urgente la discussione è stata aggiornata alla prossima settimana. Con l’occasione la FLC CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali firmatarie, ha stigmatizzato il “modus operandi” del Miur attraverso il quale sono state date le prime indicazioni agli Uffici scolastici regionali sull’applicazione dell’ipotesi di CCNI senza farne oggetto di relazione sindacale, come invece è previsto sulle materie contrattuali.
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