“Buona scuola”: solo 600 docenti potranno tornare subito in Sicilia

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24 cfu per concorso insegnantiPessime notizie per i cinquemila docenti siciliani assunti al Nord con la “Buona scuola”. Ieri, nel corso di un incontro fra i tecnici del ministero dell’Istruzione e i sindacati, sono stati comunicati i primi numeri sull’organico “di diritto” per il prossimo anno scolastico. E soprattutto è stato reso noto l’ammontare delle cattedre che il ministero dell’Economia intende stabilizzare da settembre: ossigeno per chi spera di tornare vicino a casa con i trasferimenti. Ma 9.600 posti da distribuire fra tutte le regioni italiane sono poche per alimentare speranze. Sono numeri che per le migliaia di professori siciliani in servizio oltre Stretto, ma anche per quelli che hanno ottenuto l’assegnazione provvisoria per un solo anno nell’Isola, equivale a una doccia fredda: chi ha la cattedra al Centro- Nord, infatti, dovrà mettere in conto altri anni da “emigrante”. E coloro che hanno conquistato l’incarico provvisorio dovranno preparare le valigie alla volta delle sedi di servizio. Perché i posti per i trasferimenti dalle regioni settentrionali verso la Sicilia nel 2017-2018 saranno pochissimi: non più di 600, più la piccola quota di stabilizzazioni che il ministero destinerà all’Isola.eipass1

Per Fabio Cirino, della Flc-Cgil regionale, si tratta di «una situazione ampiamente prevedibile. Il ministero dell’Istruzione ha chiesto a quello dell’Economia 30mila stabilizzazioni, ma quest’ultimo è al momento fermo a meno di 10mila unità. Numeri ridicoli per gli insegnanti che sperano di avvicinarsi a casa. Perché — continua Cirino — le possibilità di essere trasferiti dal Nord saranno pochissime nel prossimo anno scolastico. E in più, se non interverranno novità, a settembre rischiamo di avere in cattedra più docenti di sostegno senza titolo che specializzati».

«Ancora una volta — incalza Francesca Bellia, a capo della Cisl regionale — questo governo, per una mera esigenza di bilancio, mortifica le legittime aspettative di tanti conterranei che potrebbero aspirare alla stabilità nella propria regione garantendo una continuità didattica ancora più importante per i posti di sostegno ». Con pochi pensionamenti (1.500), una manciata di cattedre vacanti e gli alunni che continuano a diminuire, i diecimila posti che il ministero dell’Economia intende stabilizzare rappresentano un numero insufficiente ad alimentare le aspettative degli oltre 5mila siciliani assunti oltre Stretto due anni fa e che hanno dovuto lasciare la famiglia per prendere servizio al Nord, dove c’erano migliaia di cattedre disponibili. Anche perché dei duemila posti che si renderanno vacanti nell’Isola il prossimo anno, solo il 30 per cento verrà destinato ai trasferimenti (circa 600), il 60 per cento spetta alle immissioni in ruolo e la restante parte

a passaggi di cattedra e di ruolo. Numeri troppo stretti per alimentare l’illusione di un rapido rientro in Sicilia.
A luglio, quando saranno rese note le destinazioni, è quasi certo che sarà accontentato non più di un docente siciliano “emigrato” su cinque. In 4mila dovranno fare i conti con un altro anno di affitti, pranzi e cene lontani dalla famiglia, alla continua ricerca di biglietti low cost per abbracciare i propri cari nei weekend.

Fontehttp://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/05/06/news/_buona_scuola_solo_600_docenti_potranno_tornare_subito_in_sicilia-164774130/

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