Scuola, assunzioni ferme e 65 mila cattedre vuote: scatta la corsa ai supplenti

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Graduatorie in alto mare, concorso unico e poco appeal per i posti al Nord. Preoccupazione nelle famiglie per mantenimento della distanza in aula

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corsi di perfezionamenti annuali

La promessa di 85 mila nuove assunzioni nella scuola fatta a fine agosto dal ministro Azzolina per far fronte all’emergenza Covid, come ampiamente previsto dai sindacati, si è risolta in un flop. A quattro settimane dall’apertura delle scuole, infatti, su 84.808 nuovi posti di insegnante, solamente 19.294 sono stati assegnati (in pratica appena 1 su 4), gli altri 65.514 risultano invece vacanti. E per questo verranno coperti come al solito da supplenti il cui esercito è destinato così ad ingrossarsi ulteriormente sino a sfondare il muro delle 250 mila unità su un organico complessivo di 800 mila persone….

Oltre a quello dei precari, tema sul quale tutti i sindacati di settore hanno promosso per mercoledì 14 una giornata nazionale di mobilitazione contestando la tempistica del nuovo “concorsone”, nelle scuole da metà settembre ci si deve misurare con tutti gli altri problemi legati alla pandemia. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio «Futura» della Cgil le criticità sono molte: tra le principali preoccupazioni indicate da genitori e insegnanti in cima alla lista col 43% delle risposte c’è ovviamente il mantenimento della distanza tra gli studenti (coi docenti più preoccupati della famiglie, rispettivamente 64 contro 38%), quindi il sovraffollamento dei mezzi pubblici (39%) e l’igienizzazione degli ambienti scolastici (21%)….

Quanto agli insegnanti, quelli della scuola pubblica hanno dichiarato la loro preferenza per la didattica mista (51% contro il 36% degli insegnanti della scuola privata), mentre quelli della scuola privata propendono per le lezioni in presenza (55% contro 42)…  Questo è quanto si legge nel  sommario e nel più ampio articolo dell’8 ottobre 2020, pubblicato da lastampa.it (fonte notizia).

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