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Carta del docente 2026 ridotta a 375 euro? È un’indiscrezione, ma così i conti tornerebbero: ecco perché

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Siamo arrivati al 4 febbraio: entro la fine di gennaio doveva sbloccarsi la Carta Docente, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto. È la prima volta che, al rientro in classe dopo le vacanze natalizie, i docenti si sono trovati senza il tradizionale bonus da 500 euro e senza certezze sull’importo previsto per il 2026.ACCREDIA DigcompEdu + Digcomp 2.2 - certificazioni informatiche valide per le GPS

 

 

Il decreto interministeriale era atteso entro il 30 gennaio. Al momento, però, alla data di oggi, resta ancora ignoto l’ammontare della Carta Docente per il 2026: non è affatto scontato che venga confermata la cifra di 500 euro erogata negli anni precedenti.

Secondo quanto calcolato da Gilda Napoli, sulla propria pagina Facebook, la carta potrebbe essere decurtata arrivando a soli 375 euro. Per il sindacato pesa moltissimo, ovviamente, l’estensione del bonus anche ai supplenti con contratto al 31 agosto e al 30 giugno. La platea dei beneficiari sarebbe infatti così aumentata di circa 200.000 unità senza un corrispondente aumento del fondo stanziato.

I sindacati protestano

Una cosa è certa: la dicitura “i voucher per l’anno scolastico 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026″ è stata smentita.

 

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Dopo Flc Cgil e Gilda degli Insegnanti anche Uil Scuola ha fatto sentire la sua voce protestando per il ritardo nell’attivazione del bonus.

“Abbiamo depositato l’ennesima interrogazione sulla Carta del docente. È la terza e non per accanimento, ma perché il Ministero continua a non offrire chiarezza”. Così la responsabile nazionale scuola del Pd, Irene Manzi, intervenuta sul tema.

“La Carta del docente, ricorda Manzi, è stata regolarmente accreditata entro l’autunno dalla sua istituzione, consentendo ai docenti di programmare per tempo le proprie attività formative. Quest’anno, invece, tutto è fermo: il decreto ministeriale attuativo non è stato ancora emanato, nonostante la legge preveda chiaramente l’adozione entro il 30 gennaio. Nessuna data certa, nessuna comunicazione ufficiale, nessuna trasparenza su modalità e importi. L’ampliamento della platea dei beneficiari previsto dal decreto-legge n. 127 del 2025, ha aggiunto Manzi, non può essere utilizzato come alibi. Il Ministero conosce perfettamente i dati relativi agli aventi diritto e non è accettabile che l’inefficienza amministrativa ricada ancora una volta sui lavoratori della scuola”.

“A rendere il quadro ancora più grave, prosegue, c’è il fatto che neppure gli arretrati del precedente anno scolastico risultano integralmente accreditati. Una situazione che sta esasperando il personale e che è stata denunciata con forza da tutte le principali organizzazioni sindacali, oltre che da iniziative di mobilitazione e petizioni pubbliche. Nel frattempo, prosegue la deputata, migliaia di docenti sono costretti a pagare di tasca propria corsi, master e aggiornamenti professionali o a rinunciarvi del tutto. È una contraddizione inaccettabile in un sistema che dichiara di voler investire sulla qualità dell’istruzione”.

“Chiediamo al Ministro di chiarire finalmente una volta per tutte perché i termini non sono stati rispettati, quando verrà finalmente pubblicato il decreto, quando saranno accreditate le somme, come si intende garantire il pagamento degli arretrati e quale sarà l’importo effettivo della Carta dato l’aumento della platea dei beneficiari”, conclude.

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I chiarimenti della sottosegretaria Frassinetti

Gli ultimi chiarimenti ufficiali risalgono al 29 ottobre scorso ed erano arrivati dalla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti. «Non ci sono ritardi o impedimenti nell’erogazione della Carta – ha spiegato –. L’estensione della platea dei destinatari richiede, per sua natura, una modifica delle tempistiche di attribuzione. È necessario attendere l’individuazione di tutti i beneficiari. La Carta potrà essere assegnata solo una volta definita la platea dei supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero a partire dal mese di gennaio di ogni anno».

Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge: si tratta del decreto 9 settembre 2025, n. 127, che introduce misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.

Carta docente, le novità

Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.

 

Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docenteEcco cosa cambia, come avevamo anticipato.

  • Si estende l’applicazione della Carta ad altri 190mila precari: si parla di assegnarla a supplenti annuali ma anche a quelli con contratto di supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) nonché al personale educativo.
  • A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, la Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software, esclusivamente in occasione della prima erogazione della stessa e, successivamente, con cadenza quadriennale. Coloro che hanno percepito la Carta in uno degli anni scolastici precedenti al 2025/26, possono utilizzarla per l’acquisto di hardware e software nell’anno scolastico 2025/26 e, successivamente, con cadenza quadriennale;
  • La Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di servizi di trasporto di persone;
  • Sarà un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.

Le novità sulla Carta Docente

All’interno del provvedimento sono previste importanti modifiche anche per la Carta del Docente. In particolare, la platea dei beneficiari viene ampliata di circa 190mila unità: il bonus sarà infatti esteso ai supplenti annuali, a quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e al personale educativo.

A partire dall’anno scolastico 2025/2026, inoltre, la Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software esclusivamente in occasione della prima erogazione e, successivamente, con cadenza quadriennale. Chi ha già beneficiato della Carta negli anni precedenti al 2025/26 potrà comunque utilizzarla per hardware e software nell’anno scolastico 2025/26 e poi ogni quattro anni.

Tra le novità figura anche la possibilità di impiegare il bonus per l’acquisto di servizi di trasporto di persone.

Infine, sarà un decreto interministeriale, da emanare ogni anno entro il 30 gennaio, a stabilire criteri e modalità di assegnazione della Carta Docente e a definire l’importo nominale annuale, che potrà variare in base al numero dei docenti aventi diritto.

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