Gli scatti stipendiali dei docenti dipendono dal numero di anni di anzianità maturati, ma come si calcolano gli anni di servizio svolti prima dell’immissione in ruolo? Scopriamo le regole attuali e le novità in arrivo.
Attualmente, i primi quattro anni di servizio pre-ruolo sono riconosciuti per intero ai fini giuridici ed economici, mentre gli anni successivi sono valutati con criteri misti: i 2/3 ai fini giuridici ed economici e 1/3 solo economici. Questo significa che non tutto il servizio svolto è utile per passare di fascia stipendiale.
Inoltre, solo l’anzianità riconosciuta come “giuridica ed economica” consente di raggiungere la classe stipendiale superiore, mentre quella economica serve solo per ulteriori aumenti biennali. Il cedolino indica la fascia corrente e la data del prossimo scatto.
Un decreto legge introduce però importanti novità. I docenti immessi in ruolo dal 2023-24 vedranno riconosciuto per intero – e non solo per i 2/3 – il servizio pre-ruolo ai fini economici e giuridici. Inoltre, il calcolo sarà effettuato sul servizio effettivo e non più sui 180 giorni.
Queste modifiche potrebbero penalizzare chi ha maturato anni con contratti brevi, a discapito di chi ha insegnato con continuità. Sarà dunque fondamentale valutare caso per caso per capire se e in che misura si beneficerà della nuova normativa. Un cambiamento che rende ancora più importante la ricostruzione della carriera.
