Gli elenchi regionali docenti 2026 sono una delle novità introdotte nel sistema di reclutamento della scuola e potranno incidere sulle immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2026/2027.

Previsti dal decreto-legge 45/2025, convertito nella legge 79/2025, questi elenchi consentono di ampliare le possibilità di assunzione per i docenti che hanno partecipato ai concorsi scuola banditi dal 2020.
L’obiettivo è utilizzare in modo più efficace le graduatorie concorsuali e ridurre il numero di posti vacanti che ogni anno vengono coperti con supplenze.
Elenchi regionali docenti 2026: in breve
Gli elenchi regionali per il ruolo sono graduatorie aggiuntive utilizzate per le assunzioni nella scuola.
Servono per:
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coprire i posti rimasti vacanti dopo lo scorrimento dei concorsi;
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valorizzare i docenti risultati idonei nelle procedure concorsuali;
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accelerare le immissioni in ruolo nella scuola.
Potranno essere utilizzati per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, sia per posti comuni sia per il sostegno.
Cosa sono gli elenchi regionali per il ruolo docenti
Gli elenchi regionali per il ruolo sono graduatorie aggiuntive istituite a livello regionale che permettono all’amministrazione scolastica di individuare altri docenti idonei per le immissioni in ruolo, dopo lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi.
Il meccanismo funziona in questo modo: i docenti che hanno superato la prova orale di un concorso ordinario della scuola possono presentare domanda per essere inseriti in un elenco regionale relativo alla stessa classe di concorso o tipologia di posto. L’inserimento avviene su base volontaria e riguarda tutti i candidati idonei, anche quelli che non rientrano nel limite del 30% degli idonei previsto per le graduatorie concorsuali.
Una volta costituiti gli elenchi, l’amministrazione li utilizza per coprire i posti rimasti disponibili dopo le normali procedure di assunzione. In particolare, le immissioni in ruolo seguono questo ordine:
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vincitori di concorso;
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idonei inseriti nella graduatoria del concorso entro il limite del 30% dei posti banditi;
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docenti inseriti negli elenchi regionali.
Se, dopo lo scorrimento delle graduatorie concorsuali, restano ancora posti vacanti, gli Uffici scolastici regionali possono quindi attingere agli elenchi regionali per individuare altri docenti da assumere.
Gli aspiranti inseriti negli elenchi vengono ordinati tenendo conto della cronologia dei concorsi sostenuti e del punteggio ottenuto nelle prove, così da garantire un criterio di selezione basato sul merito.
Questo sistema consente di utilizzare in modo più ampio le graduatorie dei concorsi e di ridurre il numero di cattedre che ogni anno restano scoperte nelle scuole.
Chi può iscriversi agli elenchi regionali docenti 2026
Potranno presentare domanda di inserimento negli elenchi regionali per il ruolo i docenti che:
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hanno partecipato a concorsi scuola banditi a partire dal 2020;
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hanno raggiunto almeno il punteggio minimo previsto per la prova orale;
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concorrono per posti comuni o di sostegno;
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appartengono ai gradi di infanzia, primaria o scuola secondaria.
L’inserimento negli elenchi produce effetti dall’anno scolastico successivo alla pubblicazione della graduatoria concorsuale.
Come saranno formati gli elenchi regionali
L’ordine dei docenti all’interno degli elenchi regionali seguirà criteri specifici stabiliti dalla normativa.
La posizione in graduatoria sarà determinata da:
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la cronologia dei concorsi sostenuti;
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il punteggio ottenuto nelle prove concorsuali.
Questo sistema punta a garantire un meccanismo basato sulla trasparenza e sulla valorizzazione del merito.
Quando e come presentare la domanda
La domanda di inserimento negli elenchi regionali docenti 2026 dovrà essere presentata esclusivamente online.
La procedura sarà gestita tramite il Portale Unico del Reclutamento, la piattaforma digitale utilizzata per le procedure di selezione della Pubblica Amministrazione.
Scadenza per la presentazione
Gli aspiranti docenti avranno 19 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale per presentare la domanda.
Il mancato rispetto della scadenza comporta l’esclusione dalla procedura.
Immissioni in ruolo docenti: l’ordine delle assunzioni
Le assunzioni a tempo indeterminato continueranno a seguire un ordine preciso.
Le immissioni in ruolo nella scuola avverranno secondo questa sequenza:
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vincitori di concorso
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idonei, nel limite del 30% dei posti banditi
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docenti inseriti negli elenchi regionali
Solo dopo lo scorrimento delle prime due categorie sarà possibile utilizzare gli elenchi regionali.
Accettazione della sede e rinuncia alla nomina
Una volta assegnata la sede scolastica, il docente dovrà comunicare la propria decisione entro termini precisi.
È possibile rinunciare:
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entro cinque giorni dall’assegnazione della sede;
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oppure entro il 1° settembre, se la nomina avviene dal 28 agosto.
La mancata accettazione equivale a rinuncia e comporta la decadenza dalla nomina e la cancellazione dalla graduatoria relativa.
FAQ sugli elenchi regionali docenti 2026
Chi può entrare negli elenchi regionali?
La richiesta di inserimento negli elenchi regionali può essere presentata dai docenti che hanno superato la prova orale di un concorso ordinario. L’accesso non è limitato a chi rientra nel contingente del 30% degli idonei, ma riguarda tutti coloro che hanno conseguito l’idoneità nella procedura concorsuale. Possono inoltre presentare domanda anche i candidati risultati vincitori che, pur avendo superato il concorso, non hanno ancora ricevuto una proposta di immissione in ruolo.
Quando si presenta la domanda?
La domanda deve essere presentata entro 19 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale che disciplina la procedura. Al momento di attende la data, probabilmente prevista apertura ad Aprile.
Gli elenchi regionali garantiscono il ruolo?
No. Gli elenchi regionali vengono utilizzati solo dopo lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi e nei limiti dei posti disponibili.


