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Scuola, ecco la nuova Carta del Docente: bonus ridotto e stop all’hardware selvaggio

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Pubblicato il nuovo manuale operativo 2026. Il contributo scende a 383 euro e arriva il vincolo quadriennale per l’acquisto di PC e tablet. Tutte le istruzioni per l’anno scolastico 2025/2026.

 ROMA – Si stringono i bulloni sulla formazione dei docenti. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MiM) ha rilasciato il nuovo manuale operativo per la Carta del Docente 2026, introducendo novità che segnano un netto cambio di rotta rispetto al passato. Tra tagli al budget e nuove restrizioni sugli acquisti tecnologici, il portafoglio virtuale dei professori italiani cambia volto per l’anno scolastico 2025/2026.

Il nuovo tetto di spesa: 383 euro

La prima novità, già nell’aria ma ora ufficializzata, riguarda l’importo. Il beneficio annuale si attesta a 383 euro, una cifra sensibilmente ridotta rispetto ai classici 500 euro delle origini. Per sbloccare la somma, resta obbligatorio l’accesso al portale istituzionale tramite SPID di livello 2 o CIE (Carta di Identità Elettronica). Una volta effettuato il primo accesso e accettate le normative sulla privacy, il sistema incrocia i dati con l’anagrafe tributaria per l’attivazione immediata del borsellino.

La stretta sulla tecnologia: PC ogni 4 anni

La vera “rivoluzione” del 2026 riguarda però la gestione delle spese per hardware e software. Per evitare un utilizzo distorto del bonus e ottimizzare le risorse, il Ministero ha introdotto la cadenza quadriennale.

“I docenti potranno acquistare dispositivi tecnologici (computer, tablet, software specifici) solo una volta ogni quattro anni.”

Restano invece liberi da vincoli temporali gli acquisti legati alla “cultura pura”: libri, pubblicazioni, ingressi a musei, cinema e rappresentazioni teatrali potranno essere acquistati annualmente fino a esaurimento del credito.

La gestione dei voucher

Nessuna rivoluzione per quanto riguarda l’interfaccia tecnica. Il docente potrà continuare a generare voucher personalizzati scegliendo tra esercenti fisici e online. Il sistema permette ancora l’annullamento dei buoni non validati, garantendo il rientro immediato della somma nel portafoglio virtuale in caso di ripensamenti o errori nell’importo.

Il nodo precari e le sentenze

Il manuale dedica un capitolo specifico ai docenti precari e a chi ha ottenuto il bonus tramite ricorso al giudice. L’accredito in questi casi non è automatico: gli interessati dovranno inviare una PEC all’Ufficio Scolastico Regionale (USR) di competenza allegando la sentenza, la relata di notifica e l’attestazione di conformità del legale. Una volta verificata la documentazione, le somme verranno caricate elettronicamente, ma saranno soggette alle medesime restrizioni temporali (come il vincolo quadriennale per l’hardware) applicate ai docenti di ruolo.

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