Non c’è pace per il personale ATA. Quella che doveva essere una riforma per snellire il reclutamento si sta trasformando in una “guerra tra poveri”. Dopo l’annuncio della sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti, circa un nuovo sistema di assunzioni, il mondo dei collaboratori scolastici, degli amministrativi e dei tecnici è in rivolta. Al centro della contesa, una proposta shock: portare la Terza Fascia ad esaurimento per poi chiuderla definitivamente.
Una categoria disunita: il fronte del “no” alla Terza Fascia
Il malcontento non è più solo rivolto verso il Ministero, ma sta scavando un solco profondo tra gli stessi lavoratori. Mentre il dibattito sembrava essere entrato in una fase di standby, le ultime indiscrezioni sindacali hanno riacceso la miccia.
Da un lato, c’è chi spinge per il mantenimento dell’attuale sistema; dall’altro, cresce il fronte di chi chiede di eliminare progressivamente la Terza Fascia. L’obiettivo dei sostenitori di questa linea è chiaro: blindare chi è già “dentro” il sistema, evitando che nuovi inserimenti possano scavalcare chi attende da anni una stabilizzazione.
Concorso per titoli ed esami: la rivoluzione all’orizzonte
Sullo sfondo resta l’ipotesi tecnica più temuta: il passaggio dalle attuali graduatorie “24 mesi” (basate sui soli titoli) a una procedura concorsuale vera e propria con prove d’esame.
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La posizione del Comitato Evoluzione ATA: Il comitato preme per il superamento del turn-over e la stabilizzazione diretta dei precari storici.
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Il giallo delle smentite: In un clima di totale incertezza, lo stesso comitato ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni politiche: al momento non ci sarebbe alcuna riforma imminente.

Allarmismo e attesa: si attende un punto fermo dal Ministero
Nonostante le smentite, l’atmosfera nelle scuole resta “aleatoria”. Il timore di un cambio delle regole del gioco in corsa genera ansia tra migliaia di lavoratori che vedono nel servizio a scuola l’unica prospettiva di reddito.
Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ci si aspetta ora un intervento risolutore che faccia chiarezza: la riforma è solo rimandata o è stata definitivamente accantonata? La risposta deciderà il futuro professionale (e la pace sociale) di un intero comparto della scuola italiana.


