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Scuola, rinnovo 2025-27: buste paga più pesanti e “tesoretto” arretrati in arrivo

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Svolta decisiva per il comparto istruzione. Dopo l’ultimo faccia a faccia tra l’ARAN e i sindacati dello scorso 24 marzo, il rinnovo del CCNL 2025-2027 entra finalmente in dirittura d’arrivo. La notizia che oltre un milione di dipendenti aspettava è servita: si profila un aumento medio lordo di circa 130,70 euro mensili, accompagnato da un conguaglio di arretrati che potrebbe sfiorare gli 800 euro.

Un traguardo storico: contratto chiuso “in tempo”

Per la prima volta dopo decenni, la macchina negoziale sembra voler smentire la tradizione dei rinnovi “scaduti” che arrivano con anni di ritardo: l’obiettivo è siglare l’accordo entro il triennio di riferimento. Secondo quanto riportato dalla CISL Scuola, la proposta dell’ARAN punta tutto sulla sostanza: oltre il 96% delle risorse disponibili sarà destinato alla parte tabellare fissa dello stipendio, ovvero la paga base.

I numeri in busta paga: quanto aumenta lo stipendio?

L’incremento a regime del 5,5-6% si tradurrà in un beneficio medio di 130,70 euro lordi (calcolati su 13 mensilità). Se si somma questo rinnovo a quello del precedente triennio (2022-2024), in poco più di quattro mesi le retribuzioni dei lavoratori della scuola vedranno una crescita complessiva superiore all’11%.

Oltre alla paga base, il piano prevede piccoli ritocchi anche per le indennità accessorie:

  • Docenti (RPD): +5,85 € mensili.

  • Personale ATA (CIA): +4,52 € mensili.

  • DSGA (Indennità di direzione fissa): +9,35 € mensili.

Arretrati: un “tesoretto” entro giugno

Oltre all’aumento mensile, l’accordo prevede il pagamento delle somme maturate dall’inizio del periodo contrattuale (1° gennaio 2025). Secondo le stime attuali, un dipendente medio potrebbe ricevere un conguaglio lordo di circa 800 euro entro il 30 giugno 2026. La cifra definitiva dipenderà dalle decorrenze che verranno blindate nell’incontro decisivo fissato per il prossimo 1° aprile.

Le sfide sul tavolo: dal personale ATA al “lavoro d’aula”

Nonostante la soddisfazione per l’impostazione economica, i sindacati non abbassano la guardia. La CISL Scuola preme per utilizzare i 36,9 milioni di euro residui (derivati dal rinvio dei nuovi ordinamenti professionali al 2027) per valorizzare gli assistenti amministrativi e differenziare meglio le retribuzioni tra collaboratori scolastici e operatori.

Resta poi aperto il grande tema normativo: il riconoscimento della specificità del lavoro d’aula per i docenti e delle responsabilità crescenti dei DSGA. Sfide che l’amministrazione dovrà affrontare per tutelare i salari da un’inflazione che, complici le tensioni internazionali, continua a preoccupare le famiglie.

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