sindacati rischiano di passare dal consenso al dissenso. Hanno sbagliato a soffiare contro i test Invalsi, e con gli scrutini di fine anno ora non si scherza”, afferma il sottosegretario. Poi la risposta del segretario della Cisl, Furlan: “Dichiarazioni senza senso, mi dispiace usare questi termini”.
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La proposta è stata formalizzata nel corso di un incontro con alcuni membri della Commissione Cultura della Camera. Forse potrebbe essere il punto di partenza per un accordo fra Governo e sindacati. Intanto va segnalato il successo dello sciopero anti-Invalsi di oggi 12 maggio.
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Il governo non sente le proteste e avanza dritto senza voltarsi. I docenti di ruolo devono prepararsi a nuovi cambiamenti, cambiamenti radicali che stravolgerà ogni loro sicurezza.
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Il presidente del consiglio Matteo Renzi non molla sui poteri ai dirigenti, tira dritto, nonostante la protesta di tutti, persino di qualche dirigente stesso. Il PD sembra sordo, le poche anime che facevano finta di dissentire sono finite all’angolino, non parlano più.
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Finalmente dopo una lunga fase preparatoria si sperimenterà il nuovo sistema per un mese a partire dal 19 maggio. A regime dal 1 settembre 2015.
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Renzi assoggetta i docenti ai dirigenti, quest’ultimi potranno decidere se confermare o meno un docente in organico, magari deciderà di far fuori quelli “scomodi” quelli che si oppongono al loro strapotere o quelli abituati a tenere la schiena dritta, per gli altri non ci saranno grossi problemi, basta rispondere sempre “sissignore”!
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Non solo valutati dai dirigenti sceriffi ma anche dagli alunni, questa è la buona scuola di Renzi, una scuola basata sulla valutazione che non terrà conto della libertà di insegnamento. Gli insegnanti saranno sempre più ingabbiati e il loro insegnamento rischia di diventere “servizievole” o “finalizzato a…”, però continuano a chiamarla “buona scuola”.
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