BRUNETTA, GRATTA GRATTA…CHE LO STATO INCASSA!

1030

BRUNETTA, GRATTA GRATTA…CHE LO STATO INCASSA!

Il ministro Brunetta continua la sua forsennata lotta contro l’assenteismo gratuito e immotivato nella pubblica amministrazione. Dopo le assenze per malattia è la volta dei permessi per la legge 104, che sicuramente, nata come sacrosanta forma di tutela dei portatori di handicap e dei parenti che devono assistirli, si è tramutata spesso, in un paese di scarsa o quasi nulla serietà come l’Italia, in un escamotage per furbi. Così tanti hanno guadagnato il trasferimento, superando i fessi colleghi senza 104, e tante altre anomalie che non stiamo qui ad elencare. Insomma spesso il problema non sono le leggi, valide e tutelanti i più deboli, quanto l’applicazione, che è sempre legata all’uso che ne fanno i soggetti.
Ma l’Italia, siamo conosciuti per questo in tutto il mondo, è un paese di furbi. E guai a non farli, i furbi E furbi non sono solo i comuni cittadini, ma anche i nostri politici: e se no che italiani sarebbero? E il ministro Brunetta non fa eccezione. Perché in questo provvedimento sulle assenze per malattia noi intravediamo apparentemente una giusta causa e una lotta contro i disonesti che lavorano poco e si assentano molto…e poi un tentativo di fare incassare tanti bei soldini allo Stato italiano, che di soldini ne ha tanto bisogno.
Saranno 4, 5, 6 euro al giorno. Non è una cifra iperbolica, come abbiamo sottolineato in un precedente articolo Magari non distruggerà le tasche di chi ammala. Ma il problema non è questo. Il problema è che d’ora in poi questa cifretta la pagheranno, sentite un po’ che astuzia, tutti i lavoratori del pubblico impiego quando vorranno ammalarsi! Praticamente ci troviamo davanti alla creazione, scusate la parola siciliana, di “pizzo”. Per ammalarsi in Italia si paga il pizzo: ci pensate quanti soldi restano nelle tasche dello stato italiano con l’arrivo dei freddi mesi invernali?

Gratta qui, gratta lì, lo Stato incassa. Ammalati, mio bel dipendente pubblico, che ti tolgo i soldini. Invece di istituire dei controlli mirati, si colpiscono tutti indiscriminatamente. Prendiamo la scuola: che ci vuole a fare dei controlli sul personale che lavora a singhiozzo? Non si potrebbe verificare se qualcuno si assenta a macchia di leopardo? Quell’insegnante va controllato: non può essere che abbia sempre influenze e mal di testa… Eh, no. Così non va bene, troppo faticoso. Bisognerebbe istituire personale ad hoc, sborsare altro denaro per risparmiarne altro…
E allora meglio una bella sanatoria. Tutti uguali, gli ammalati, quelli veri e quelli immaginari. 5 euro ciascuno e tutto è risolto. Gratta, gratta e lo Stato incassa…Buona salute a tutti. E statemi bene…se no…

Silvana La Porta da aetnanet

In questo articolo