A picco gli stipendi degli insegnanti”

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Scuola, i dati diffusi dai sindacati: «Perso il 21% del potere d’acquisto i salari restano uguali per sempre»

ROMA
Secondo la Uil Scuola nell’ultimo decennio le retribuzioni degli insegnanti hanno perso il 21 % del loro potere di acquisto: il dato emerge dalla ricerca condotta dal sindacato di categoria sul trend degli stipendi dal 1995 a oggi.

Dallo studio risulta che «manca all’appello circa un quinto dello stipendio se si mettono a confronto tre parametri: + 46% l’aumento delle retribuzioni nominali, + 30% l’aumento dell’inflazione (indice Istat Nic s.t), + 13% la crescita media delle retribuzioni reali: il risultato a dicembre 2007 – continua la Uil Scuola – è una perdita del potere di acquisto pari al 17%». Dal gennaio 2008, senza rinnovo del contratto scaduto dal dicembre 2007, con gli stipendi fermi e l’inflazione in crescita di circa il 4% «la situazione peggiora e si ha un ulteriore diminuzione delle retribuzioni reali di oltre il 4%».

Oggi un insegnante laureato di scuola secondaria di 1 grado (la ex scuola media) guadagna 26.108 euro lordi all’inizio della carriera, 31.917dopo 15 anni di servizio e 39.135 euro al massimo della carriera.

«Il trend – spiega il sindacato – è identico per tutte le tipologie di docenti, ha una retribuzione che in termini reali è regredita rispetto al potere di acquisto al 2002 se è all’inizio della carriera, il livello è quello del 1999 se ha 15 anni di anzianità, si riduce al livello del 2003 se sta per andare in pensione. Il dato emerge confrontando gli indici relativi alle retribuzioni nominali, inflazione, retribuzioni reali».

Il confronto dei livelli di retribuzioni, nominali e reali, mostra una “forbice” tra anzianità iniziale e anzianità massima che permane praticamente inalterata negli anni. La crescita delle retribuzioni, per i meccanismi di aumenti percentualmente uguali per tutte le anzianità, penalizza quelle più elevate, anche se l’introduzione della differenziazione per fasce d’età lavorativa della retribuzione professionale docente ha lievemente attenuato il fenomeno.

Dal confronto con gli stipendi degli altri pubblici dipendenti, elaborato sui dati 2008 della ragioneria Generale dello Stato, si evince che la «retribuzione complessiva» è fra le più basse di tutti i comparti del pubblico impiego: se si considera che almeno il 75% della categoria è rappresentato da personale laureato, il dato risulta ancor più eclatante», commentano dalla Uil.

In magistratura la busta paga media (comprensiva di straordinari ed accessori) è pari a 114.646 euro, negli enti di ricerca a 40.609, nelle forze a armare a 35.621, nella scuola di appena 27.566 euro.

«La voce relativa alla media dei compensi accessori pro-capite, poi, è la più bassa in assoluto: addirittura meno della metà del compenso medio rispetto a tutte le categorie del pubblico impiego», concludono dal sindacato che domani mattina presenterà i dati al ministro del Miur Mariastella Gelmini in occasione della settima conferenza di organizzazione della Uil Scuola in svolgimento a Fiuggi.

 

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