Berlusconi e Marina B., le mani su Mediobanca: Geronzi, si ricostruisce l’Iri

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Mediobanca diventerà il nuovo Iri? La vicinanza fra Silvio Berlusconi (che nel caso specifico si concretizza con la presenza di Marina B. nel cda della banca ) e il banchiere Cesare Geronzi solleva la domanda che serpeggia nella finanza italiana. Franco Vezzoli, molto vicino a Enrico Cuccia con un’esperienza di 25 anniall’Iri, in un’intervista al Sole24Ore non è di questa opinione, ma condivide la linea del Cav. 

Cosa avrebbe suggerito Cuccia per affrontare una crisi grave come quella che stiamo attraversando? «Avrebbe suggerito – è la risposta dell’ex numero uno dell’Enel – un intervento molto simile a quello fatto da Berlusconi e dal governo. L’esito per ora è molto positivo, come anche la tempestività di Palazzo Chigi nell’azione di supporto. La linea di Cuccia era e restò una: salvare il sistema industriale italiano, ma soprattutto mantenere le società del sistema Italia nel campo privato. Cuccia, insomma, rimaneva fedele al teorema della libertà delle aziende in mano ai privati».

Insomma, Silvio B. e gli aiuti di Stato si muovono nella direzione giusta. L’articolo di Rinaldo Gianola sull’Unità di ieri apre nuovi scenari sull’influenza dei Berlusconi nel cda della Banca di Geronzi, l’“unico banchiere non di sinistra”. E non ci sono opposizioni: solo Unicredit potrebbe farsi sentire, ma mendica liquidità per la ricapitalizzazione (6 miliardi di euro). Facile immaginare, prosegue Gianola, che dai banchi del governo e di Mediobanca, Berlusconi eserciterà la sua moral suasion sulle imprese (incluse Generali, Corriere della Sera e Telecom).

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fonte blogosfere economia e finanze

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