Università: nonostante le proteste, il governo tira dritto

976

Tuttinsieme-facciamo paura», hanno scandito i ragazzi sotto l’Aula del Senato: la reazione alla notizia portata da una mini delegazione dell’opposizione, della sospensione della seduta che, dentro, stava discutendo della riforma Gelmini. E sono rimasti ancora lì, tanti, con i loro striscioni, sotto gli ombrelli o intabarrati nei giacconi anti pioggia. Un lungo presidio sotto le finestre di palazzo Madama dove entro ventiquattr’ore il famigerato decreto 133, secondo gli intendimenti del governo, dovrebbe essere convertito in legge.

La seduta è stata sospesa dal presidente dell’Aula Renato Schifani dopo una dura contestazione partita dai banchi dell’opposizione per aver contingentato al massimo i tempi di discussione della contestatissima riforma.

Schifani, accogliendo le pressioni della maggioranza, ha infatti deciso di esaminare gli emendamenti uno ad uno senza concedere dichiarazioni di voto. A quel punto ai banchi dell’opposizione si è levato il grido: «Vergogna, vergogna». Mentre i senatori dell’Idv hanno sventolato cartelli contro il provvedimento del governo.

Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd si è rivolta alla presidenza sottolineando che pur non mettendo in discussione quello che si è deciso in conferenza dei capigruppo « lei però – ha detto rivolta direttamente a Schifani – sta andando avanti con le votazioni come nulla fosse, negando il diritto dell’opposizione ad argomentare il voto degli emendamenti». «Voglio dirglielo in tutta franchezza – ha detto poi il presidente del gruppo Idv al Senato, Felice Belisario all’indirizzo sempre di Schifani -: è una delusione, e parlo da capogruppo. Nella scorsa legislatura, contro quel banco volavano regolamenti, fascicoli. nei suoi confronti non c’è stata mai mancanza di rispetto».«La gestione del presidente del Senato sta violando ogni forma di democrazia impedendo alle opposizioni di intervenire per manifestare il legittimo dissenso contro un provvedimento assolutamente contrario alle aspettative delle famiglie degli studenti e dei docenti».

A quel punto non è rimasto a Schifani che riconvocare la conferenza dei capigruppo, nella quale è stata comunque decisa una riconvocazione immediata dei senatori per continuare ad oltranza le votazioni per arrivare all’approvazione finale entro mercoledì mattina.

Nel frattempo una delegazione di parlamentari del Pd e dell’Idv- tra cui Giovanni Legnini del Pd, Elio Lannutti e Stefano Pedica dell’Italia dei valori – era scesa in strada per comunicare ai manifestanti chela seduta del Senato per la discussione degli emendamenti al dl Gelmini era stata sospesa.

Secondo i piani mercoledì mattina, a partire dalle 9, in Senato ci saranno le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari e subito dopo il voto finale al decreto. Ma questo, solo dopo la lunga notte del decreto Gelmini.

In questo articolo