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Obbligatorio il certificato antipedofilia anche per docenti e ATA entro il 6 aprile: un pasticcio burocratico imposto dall’Europa

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Dal 6 aprile (cioè fra tre giorni) scatta l’obbligo del “certificato antipedofilia” per chiunque abbia a che fare con minorenni. Nella categoria rientrano i catechisti delle parrocchie, i volontari di centinaia di associazioni, i capiscout, gli allenatori di tutte le società sportive, ma anche gli insegnanti e i bidelli.

Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 22 marzo. Lo scopo è quello di monitorare il passato delle persone che vengono regolarmente a contatto con i minori, per escludere che a loro carico risultino condanne per alcuni reati previsti dal Codice penale: articolo 600-bis (prostituzione minorile), 600-ter (pornografia minorile), 600-quater (pornografia virtuale), 600-quinquies (turismo sessuale) e 609-undecies (adescamento dei minorenni). Si punta anche a escludere misure di interdizione alle attività che comportino contatti con i minori.

Toccherà al datore di lavoro richiedere alla Procura il certificato penale di chi intende impiegare. Infatti il decreto legge numero 39 recita testualmente: “Il certificato penale deve essere richiesto dal soggetto che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, al fine di verificare l’esistenza di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale.”

Se non lo fanno, rischiano una sanzione amministrativa pecuniaria fissata fra 10 e i 15 mila euro.

Il tempo è davvero breve ed è inimmaginabile che in pochi giorni gli uffici rilascino centinaia e centinaia di certificati penali.

Il decreto 39, che  ha aumentato le pene per i pedofili e inasprito le sanzioni per i maniaci che agiscono attraverso internet, nasce con l’obiettivo di recepire una direttiva europea, la 2011/93/Ue sulla lotta all’abuso dei minori.

La Comunità europea aveva concesso ai datori di lavoro il diritto a chiedere informazioni, ma in Italia diventerà un obbligo difficile da rispettare, anzi impossibile entro domenica; tutte  le associazioni che hanno a che fare con i bambini, in teoria anche le scuole, sono poste davanti alla scelta di sospendere l’attività o rischiare la super multa.

Anche se è difficile che per lunedì possano scattare dei controlli a tappeto.

http://www.orizzontescuola.it/news/obbligatorio-certificato-antipedofilia-anche-docenti-e-ata-entro-6-aprile-pasticcio-burocratico

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