Didattica a distanza integrata: questione di giorni il ritorno

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Ormai è questione di giorni il ritorno della didattica a distanza integrata.
Vincenzo De Luca è stato il primo a chiudere le scuole della propria regione e il Governo non ha gradito, ma dato che la situazione coronavirus in Italia sta peggiorando (più di diecimila casi in un giorno) ormai sembra imminente un cambio di rotta a livello nazionale.

Persino il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sostenitore della didattica in presenza, ipotizza il ritorno alla DAD: “Vedo genitori molto preoccupati e hanno ragione ad esserlo, perché in caso di ulteriore aumento dei positivi, bisognerà trovare una soluzione per evitare di far perdere l’anno ai ragazzi. O si introduce la didattica a distanza integrata, oppure si differenziano gli orari della scuola. Magari se le lezioni vengono spalmate nell’arco di mattina e pomeriggio, diminuisce la pressione su coloro che devono essere portati a scuola o tornare a casa”.

Sulla stessa linea anche il Comitato tecnico scientifico, che avrebbe avallato la possibilità di introdurre la didattica a distanza, per le sole scuole superiori e questo potrebbe essere contenuto nel nuovo Dcpm. Un nuovo decreto che dunque potrebbe portare a nuove restrizioni, oltre che per bar e attività sportive anche per la scuola, che dovrebbero consistere (stando alle voci) in:

scaglionamento degli orari di ingresso, specie per alleggerire i mezzi pubblici di trasporto.
Dad modulata, ovvero integrazione di didattica a distanza e in presenza, con metà classe che segue le lezioni in classe e l’altra metà a casa (soluzione, in verità già adottata da moltissime scuole secondarie di secondo grado).

Per le scuole elementari gli ingressi saranno scaglionati nel corso della mattinata dalle 8 in poi.

Per le Università la didattica a distanza dovrebbe essere adottata, come indicazione, per tutti ad eccezione che per le matricole e gli specializzandi. L’ordinanza contiene poi lo stop di tutte le competizioni sportive dilettantistiche di carattere regionale che prevedono il contatto fisico, comprese quelle dei settori giovanili anche di allenamento, oltre che la chiusura delle sale gioco, sale scommesse e bingo.

In serata è previsto un Consiglio dei Ministri proprio per proseguire il confronto sulle nuove misure, che sicuramente verranno esposte nel corso della riunione in corso Governo-Regioni.

Intanto la Azzolina è ritornata a ribadire il suo “no” alla chiusura delle scuole: “Se chiudiamo le scuole dove andranno gli studenti? In giro per le strade, per i negozi, nei centri commerciali.
Non credo siano luoghi più sicuri della scuola. Oggi i dati ci dicono che le percentuali di contagi nelle scuole è minimo. Le scuole sono le ultime che devono essere chiuse”.

 

Fonte: Tgcom24

 

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