Alessio Fidone, docente e presidente provinciale ANIEF di Varese, fa il punto sui rientri al Sud dalla Lombardia di docenti, Ata e studenti

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CATANIA – L’ultimo Dpcm “decreto Natale” prevede il divieto, per docenti, personale scolastico e studenti fuori sede, di poter rientrare a casa dal 21 al 6 gennaio 2021. Ne parliamo con il professore niscemese Alessio Fidone che attualmente vive e lavora in Lombardia, dove svolge l’attività di docente, ma anche quello di sindacalista, essendo l’attuale presidente provinciale ANIEF Varese e componente della segreteria ANIEF Regione Lombardia.

Master per il completamento delle classi di concorso
Master per il completamento delle classi di concorso

Il professore Fidone sottolinea che “in questi due giorni, tantissimi docenti originari di regioni meridionali hanno voluto fare ritorno a casa prima dei divieti. Regioni come la Lombardia, il Piemonte e il Veneto sono popolate da un’elevata percentuale di personale scolastico originario del Sud… docenti e personale ATA che desideravano tornare a casa prima del 21 dicembre. L’allentamento delle misure restrittive ha permesso, a partire dallo scorso 13 dicembre, gli spostamenti all’interno della propria regione e verso quelle in zona gialla. Tuttavia restano ancora validi i divieti dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021 anche per tutti quei docenti, quel personale ATA e quegli alunni che, per motivi di lavoro o di studio, si trovano fuori la propria regione, situazione che porterà problemi per le nostre scuole e per i nostri Dirigenti scolastici che rischiano di ritrovarsi… lunedì 21 dicembre e per i seguenti 2/3 giorni…. con carenza di personale nel bel mezzo delle attività didattiche”.

E secondo lei, professore Fidone, dove potrebbero  registrarsi maggiori disagi? “Sicuramente questo problema sarà maggiore negli istituti comprensivi e nei circoli didattici che fino ad oggi hanno regolarmente attuato le lezioni in presenza. Differente è infatti la situazione alla scuola secondaria di secondo grado, dove da tempo è stata avviata la Didattica a distanza e dove è possibile quindi coordinarsi diversamente, concedendo anche ai docenti che hanno sempre lavorato da scuola di potersi collegare da casa. Non a caso, questa settimana ci sono arrivate tantissime segnalazioni da parte di docenti che, per non incorrere in sanzioni, sono stati costretti a chiedere permessi o ferie per tornare a casa prima del 21 dicembre…. Parte di queste richieste sono state negate dai dirigenti scolastici, che rischiano seriamente di non poter garantire il regolare svolgimento delle lezioni o addirittura la normale sorveglianza dei nostri ragazzi”.

borse di studio neodiplomati
Borse di studio per i neodiplomati

Lei è il presidente provinciale dell’ANIEF di Varese, ma anche un componente della segreteria ANIEF lombarda. Cosa chiedete adesso come sindacato, sulla scorta di quanto sta accadendo? “Come sindacato rappresentativo chiediamo una imminente deroga per tutte queste situazioni che non possono essere dimenticate o lasciate al caso. Stiamo parlando di persone che per la maggior parte vivono sole e hanno tutti i propri affetti al sud. Non chiediamo un ‘libera tutti’, ma un tavolo imminente di riflessione per chi da anni sta portando avanti le nostre scuole, una scuola che si regge anche grazie al lavoro di personale precario che ogni anno a settembre è costretto con la speranza di fare un po’ di punteggio, a dover fare le valigie e partire e che aspetta il periodo delle feste natalizie per potersi finalmente ricongiungere ai propri cari, lavoratori che sono stati costretti anche a spostare la residenza al nord e che, quindi, oggi da quanto stabilito dal Dpcm del 3 Dicembre e appena ribadito dal nuovo Decreto Natale del 18 dicembre, rischiano di rimanere bloccati.

Sarebbe bastato posticipare il termine degli spostamenti –sottolinea il professore Fidone-, evitando il rischio di terminare le lezioni con due giorni di anticipo. Chiediamo quindi un intervento imminente in deroga da parte del governo, che possa garantire sia il diritto allo studio che quello alla famiglia, prendendo anche tutte quelle precauzioni in modo da garantire anche il diritto fondamentale di ogni individuo alla salute. Nel frattempo nelle regioni si lavora già per rafforzare il regime di misure necessarie per cautelarci meglio in vista della ripresa delle attività didattiche previste per il 7 gennaio”.

Lo scorso 17 dicembre è stato convocato il Tavolo di Lavoro Regionale Permanente – USR per la Lombardia. Di cosa si è discusso?L’obiettivo dell’incontro è stato quello di favorire il confronto fra tutte le componenti territoriali (presenti le massime cariche dell’USR, l’assessorato all’Istruzione, ai Trasporti Pubblici e al Welfare di Regione Lombardia) per condividere le misure volte a superare le criticità eventualmente riscontrate in previsione della ripresa dell’attività didattica in presenza dopo le festività, con particolare riferimento ai temi dell’organizzazione scolastica e del Trasporto Pubblico Locale. Purtroppo in questa riunione sono state evidenziate tutte le difficoltà del sistema trasporti pubblici, legati alla possibilità di capienza limite al 50% che non riesce a coprire la presenza prevista a scuola del 75% degli studenti. Non è normale pensare che un’istituzione scolastica che oggi con le proprie forze riuscirebbe a garantire il diritto all’istruzione in presenza a tutti i suoi alunni, debba poi ridurre la sua offerta perché non ci sono i mezzi.

Sedi esami
sedi di esami

Per queste ragioni –precisa il presidente provinciale ANIEF Varese-, in assenza di un piano reale e significativo di potenziamento dei mezzi messi a disposizione da Regione Lombardia, le scuole dovranno riadattarsi ad anno scolastico in corso alle condizioni imposte dal trasporto pubblico. Altra richiesta presentata dalle sigle sindacali partecipanti al Tavolo è stata quella del potenziamento della capacità di tracciamento dei contagi.  Anche qui non è possibile avere assistito ad un collasso del sistema sanitario che ha bisogno di ulteriori rinforzi di personale per consentire per tempo il delicato lavoro dell’ Ats sui tracciamenti epidemiologici. La cosa che a tutti noi sta più a cuore –conclude il professore Alessio Luigi Fidone- è la riapertura delle scuole in sicurezza”.   Salvo Cona

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