Si torna a scuola il 25 gennaio. Ma diverse sono le questioni irrisolte. Intervista ad Antonino Ballarino, presidente del SINOD (Sindacato Nazionale Orizzonte Docenti)

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clil e certifiacazione linguisticaCATANIA – Nonostante il Covid e tutte le problematiche che stanno generando dannose confusioni e contraddizioni nel mondo della Scuola, dopo mesi di didattica a distanza in casa, lunedì 25 gennaio la scuola italiana apre le porte a 760mila studenti che tornano in classe in 5 regioni. Gli alunni delle scuole superiori seguiranno di nuovo le lezioni in presenza, seppur a turni, in LombardiaLiguriaMarche e Umbria. A rientrare a scuola ci saranno pure gli alunni delle scuole medie della Campania e della stessa Lombardia.

Università
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Di questo e di altro ne parliamo con il presidente del Sindacato Nazionale Orizzonte Docenti (SINOD), Antonino Ballarino, al quale abbiamo chiesto di esprimere quelle che sono le sue riflessioni su diversi argomenti che in queste ore sono oggetto di dibattito e di disamina, come il dilemma “Scuole aperte o ancora scuole chiuse?”. Un quesito che continua a tenere banco tra famiglie, studenti, lavoratori della scuola, sindacati, esperti ed istituzioni che si confrontano su quale sia la scelta migliore per tutti, per evitare il rischio contagio e nello stesso tempo per tornare a una tanto agognata “normalità” scolastica che a tratti si rivela un vero e proprio miraggio. Dunque, presidente Ballarino qual è il suo parere?

“Il presidente della Regione Lombardia, Fontana, ha voluto a tutti i costi il cambio da zona rossa ad arancione, chiedendo nel contempo i dovuti ristori per gli operatori economici titolari di attività danneggiate da questa situazione emergenziale, allo scopo di rimettere in moto l’economia lombarda. Motivo per cui, è stato ovvio far tornare a scuola gli studenti, seppur al 75 per cento di presenze. Ok!… Ma in Lombardia e nelle altre Regioni in cui lunedì mattina si apriranno le porte delle scuole, è stato fatto qualcosa in questo frattempo per garantire a tutti gli studenti d’Italia di arrivarci in sicurezza, senza rischio alcuno? E’ questo che mi chiedo e che chiedo! Lunedì mattina ci saranno appunto 760 mila studenti che, aggiunti ai genitori e al personale scolastico, dovranno recarsi presso gli istituti da raggiungere. E considerato che saranno in molti a prendere magari la metro, i pullman o i bus urbani, chi di competenza ha fatto veramente di tutto per prevenire o arginare il rischio contagi e per svolgere le attività finalizzate alla prevenzione di assembramenti presso le scuole e i luoghi di arrivo e di partenza dei mezzi di trasporti?”università telematica

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Lunedì 25 gennaio si chiudono le iscrizioni alle scuole di ogni ordine grado. Ma come si evince in queste ore, tale data è considerata “simbolica” e non solo per buona parte del personale scolastico, ma anche per studenti e studentesse, famiglie comprese, che hanno annunciato di voler fare sentire la propria voce, soprattutto per dire no e basta alle classi “classi pollaio”. Cosa ne pensa lei? “Il 25 gennaio -spiega il presidente nazionale del SINODè una data che certamente prelude alla formazione delle classi per il prossimo anno scolastico. Ed è chiaro che nelle circolari ministeriali non si prevede nessuna riduzione degli alunni nelle classi, come peraltro suggerito dal SINOD. E’ chiaro, quindi, che a settembre ci ritroveremo i problemi di oggi, come quello di non essere ancora vaccinati. Riapriremo e ripartiremo di nuovo in Dad. E’ una situazione che continuerà a cagionare danno a studenti e personale scolastico, se non si prendono decisioni drastiche e veloci, come raddoppiare i Docenti da impiegare, ricorrendo a tutti coloro i quali sono nelle graduatorie e a quelli che chiedono la ‘messa a disposizione’. Rammendo, inoltre, che garantendo la presenza a scuola degli insegnanti durante l’arco di tutta la giornata, una parte di studenti potrebbe fare lezione la mattina e un’altra parte la potrebbe fare semplicemente nel pomeriggio. Per esempio: una classe di venti alunni può essere divisa in due: dieci studenti andranno a scuola la mattina e dieci studenti frequenteranno il turno pomeridiano. E poi, ancora una volta -esclama il presidente Ballarinoinvito a far presto: Docenti, Dirigenti scolastici e personale Ata vanno vaccinati subito per ridurre il rischio contagio, per evitare l’interruzione delle attività scolastiche e per rendere ulteriormente sicuro il mondo della scuola.”

Ci avviamo alla conclusione di questa intervista con un’ultima domanda che le rivolgo: il SINOD sostiene o no la mobilitazione promossa da Cobas e ‘Priorità alla scuola’ che, lunedì 25 gennaio, saranno davanti agli Uffici scolastici regionali di tutta Italia e a Roma, al ministero dell’Istruzione, per ribadire la propria contrarietà a classi sovraffollate e organici precari e sottodimensionati? “Qualsiasi manifestazione democratica –risponde e conclude il presidente del Sindacato Nazionale Orizzonte Docenti, Antonino Ballarinoè sempre ben accetta dal SINOD. Quando la Scuola e tutti i suoi componenti fanno sentire la propria voce e le proprie istanze, pacificamente e democraticamente, il SINOD non può non essere al loro fianco”.   Salvo Cona

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