Mobilità docenti: salta l’incontro MIUR-Sindacati.
E’ stato rimandato a data da destinarsi l’incontro di oggi previsto tra i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e i Sindacati del mondo scuola. Argomento previsto sarebbe stato la mobilità docenti.
Una prima riunione a riguardo vi è stata lunedì 1 Marzo: i sindacati hanno incontrato il Capo di Gabinetto del Ministro Bianchi e hanno esposto la loro contrarietà al vincolo quinquennale di cui alla legge 159/2019. Il Capo Gabinetto ha ascoltato tutti e ha annunciato che avrebbe parlato della mobilità docenti con il Ministro Bianchi, per poi esporre oggi la proposta.
Invece tutto annullato, oggi la riunione non c’è stata; serviranno ulteriori approfondimenti prima di arrivare alla firma di un accordo, che non si prevede di facile risoluzione. Ma dietro il rinvio della riunione di oggi potrebbe esserci però la volontà di entrambe le parti di arrivare ad una soluzione per eliminare il vincolo quinquennale anche con una norma temporanea visto che il vincolo quinquennale non è derogabile per via contrattuale.
Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, spiega: “Necessaria la realizzazione di una misura tampone nell’attesa di un’intesa che elimina definitivamente il vincolo quinquennale. La norma temporanea consentirebbe l’assegnazione temporanea quest’anno almeno a genitori con figli sotto i 14 anni o conviventi che usufruiscono della legge 104”.’
Anche la Gilda Insegnanti sulla stessa linea: “Il vincolo quinquennale, così come quello che coinvolge le categorie dei docenti immobilizzati e ingabbiati, è stato stabilito da una legge dello Stato e per modificarlo è quindi necessario un intervento legislativo della politica. – dichiara Maria Di Patre, vice coordinatrice nazionale del Sindacato – Noi faremo la nostra parte e ci batteremo affinché si riapra immediatamente il contratto per concordare con un’intesa politica, come fu per la chiamata diretta, l’abolizione di tutti questi vincoli da cancellare poi definitivamente con una norma parlamentare. Si tratta di docenti da anni costretti, a fronte di stipendi troppo bassi, a prestare servizio a centinaia di chilometri dalle loro famiglie, patendone tutte le conseguenze emotive che poi rischiano di ripercuotersi sul piano professionale. Se non riscontreremo la volontà politica di accogliere le nostre proposte non sarà possibile procedere con il tavolo tecnico”.
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