REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE. Leonardi: “L’integrazione europea parte dai banchi di scuola”

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TRENTO. La Regione Autonoma del Trentino – Alto Adige – Südtirol  ha comunicato il 22 giugno che sono impegnati a promuovere l’integrazione europea e l’abbattimento dei confini culturali partendo dai banchi di scuola. È con questo spirito che, su proposta del Vicepresidente Giorgio Leonardi, la Regione ha finanziato con 1.393.740 euro 71 progetti scolastici di 45 enti tra comuni, scuole e associazioni della Provincia autonoma di Trento. Promuovere l’integrazione europea e l’abbattimento dei confini culturali partendo dai banchi di scuola.
È con questo spirito che, su proposta del Vicepresidente Giorgio Leonardi, la Regione ha finanziato con 1.393.740 euro 71 progetti scolastici di 45 enti tra comuni, scuole e associazioni della Provincia autonoma di Trento.
Le iniziative che saranno sostenute dalla Regione sono molteplici. Oltre alle settimane linguistiche promosse in Inghilterra, Germania, Francia, Austria, Irlanda e Spagna, troviamo, infatti, molte iniziative che prevedono gli scambi scolastici quasi tutti in Germania, come come quello di Cavedine con Eggolsheim, Cavalese con Hösbach, Rovereto con Forchheim e Trento a Weinsberg. Gli unici due progetti “fuori dal coro” sono del capoluogo trentino che ne ha organizzato uno in Spagna a Torrelodones e di Rovereto che ha avviato un progetto con il liceo Balzac di Parigi. Interessanti sono poi le iniziative che prevedono alternanza scuola-lavoro a Malaga e a Vienna per aiutare i giovani a inserirsi poi nella vita adulta.
Diversi, infine, sono i gemellaggi sostenuti dalla Regione come ad esempio, c’è quello di Cavedine a Eggolsheim oppure quello del comune di Cles che tiene con la cittadina polacca di Slawno o quello di Trento con Znojmo in Repubblica Ceca.
“Con questa delibera approvata dalla giunta regionale – ha sottolineato Leonardi – vogliamo sostenere le iniziative culturali promosse dalle scuole trentine che mirano ad aumentare la conoscenza delle lingue straniere nei nostri giovani, ma soprattutto esplorare le culture, i costumi e i modi di pensare degli altri Paesi Europei. Per aiutare i nostri ragazzi nel loro processo di maturazione riteniamo non solo utile, ma estremamente importante poter relazionarsi con i pari età di altre nazioni per confrontarsi e ragionare insieme non solo sui temi d’attualità, ma sul futuro che dovranno costruire insieme”.

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