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Piano Casa, Meloni sfida il caro-mattone: “Taglio fino a 350 euro sulle rate del mutuo”

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La Premier presenta la strategia del Governo contro l’emergenza abitativa: un pacchetto da 10 miliardi tra edilizia convenzionata, recupero degli alloggi ERP e semplificazioni per i privati.

ROMA – Un insegnante che guadagna 1.700 euro al mese e ne spende 1.000 per un bilocale a Milano non è più un’eccezione, ma il simbolo di una crisi che il Governo intende aggredire frontalmente. Con queste premesse, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato il nuovo Piano Casa, un decreto-legge che punta a ridisegnare l’accesso all’abitazione in Italia, con l’ambizioso obiettivo di ridurre il peso dei mutui sulle famiglie fino a 350 euro mensili.

L’indice di sforzo: la “zona grigia” del ceto medio

Il cuore del problema risiede nel cosiddetto indice di sforzo sul mutuo. Secondo la Premier, quando la rata supera il 33% dello stipendio netto, scatta l’allarme rosso per la tenuta finanziaria delle famiglie. A Milano e Roma la situazione è al limite del collasso: un giovane oggi può permettersi mediamente appena 13-16 metri quadri se volesse rispettare i parametri di sostenibilità bancaria.

“C’è una vasta zona grigia,” ha sottolineato Meloni, “fatta di italiani che lavorano e pagano le tasse, troppo ‘ricchi’ per le case popolari ma troppo poveri per i prezzi folli del mercato libero”.


La strategia in tre pilastri

Il decreto si muove su tre direttrici principali per aumentare l’offerta di immobili e abbatterne i costi:

1. Ritorno al “Popolare”: 60mila alloggi da recuperare

Il primo obiettivo è il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP). Attraverso la nomina di un Commissario straordinario e un piano di semplificazioni, il Governo punta a ristrutturare circa 60.000 alloggi attualmente inutilizzabili. La novità risiede nel diritto al riscatto: gli assegnatari potranno trasformare l’affitto in proprietà, incentivando la cura e la manutenzione del bene.

2. Un super-fondo da 10 miliardi

Le risorse nazionali ed europee per l’housing sociale verranno centralizzate in uno strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR. Con una dote che supera i 10 miliardi di euro, verranno creati comparti regionali dedicati a interventi mirati sul territorio, garantendo che i fondi non vadano dispersi in mille rivoli burocratici.

3. Il patto con i privati: sconti del 33%

Per stimolare l’edilizia privata, il decreto introduce un meccanismo di scambio: il Governo offre procedure burocratiche accelerate e autorizzazioni uniche per i grandi investimenti (sopra il miliardo di euro). In cambio, il costruttore deve garantire che almeno il 70% degli alloggi realizzati sia destinato all’edilizia convenzionata, con prezzi di vendita o canoni d’affitto inferiori del 33% rispetto ai valori di mercato.


Le prospettive: risparmi concreti

Se il piano dovesse andare a regime secondo le previsioni di Palazzo Chigi, l’impatto sulla vita reale sarebbe drastico. Tornando all’esempio del docente milanese: grazie all’accesso a immobili a prezzi calmierati (il Pilastro 3 del piano), la rata mensile scenderebbe dai 1.000 euro attuali a circa 650 euro.

Un risparmio di 350 euro che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe ridare ossigeno ai consumi e permettere alle giovani coppie di tornare a pianificare un futuro nelle grandi città, oggi diventate fortezze inaccessibili per chi vive di solo stipendio.

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