Bonus merito beffa: 13 euro lordi a testa. I sindacati chiedono incontro al Miur

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Dalla sua nascita il bonus merito è sempre stato oggetto di polemiche. Doveva servire a premiare i migliori, spesso si è trasformato in un’arma di ricatto lavorativa o nel regalare qualcosa agli amici… La nuova normativa prevede una diversa redistribuzione e nuovi criteri. Criteri che i sindacati vorrebbero oggetto di un tavolo negoziale al Ministero dell’Istruzione

La legge di bilancio 2020, infatti, ha disposto che le risorse del “bonus docenti” vengano utilizzate “dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico senza ulteriore vincolo di destinazione”. In questo modo le risorse possono così essere utilizzate secondo quanto previsto dalla contrattazione di istituto per compensare il maggiore impegno dei docenti o del personale Ata. Quindi fondi di cui potranno beneficiare molti più soggetti. Compresi gli Ata.Master per il completamento della classe di concorso A24 e A25

In considerazione di questo nuovo quadro normativo i sindacati ritengono indispensabile un confronto a livello nazionale “al fine di dare indicazioni coordinate alle istituzioni scolastiche per una corretta gestione di disposizioni che intervengono ad anno scolastico avviato, con particolare attenzione alle contrattazioni che in molti casi non sono ancora concluse, ferma restando l’autonomia di decisione delle parti negoziali (RSU e DS)”. I sindacati colgono anche l’occasione per confermare “l’obiettivo di destinare, in sede di rinnovo contrattuale nazionale, le risorse dell’ex ‘bonus’ per incrementare il salario fondamentale del personale”.

Un auspicio, quest’ultimo che appare abbastanza complesso da realizzare, viste le esigue risorse disponibili al Miur. Mentre i docenti si dividono sulla prossima destinazione del bonus “aperto a tutti”. In molti, per esempio, si mostrano piuttosto contrariati dal fatto che una risorsa che la legge destinava espressamente ai docenti venga ora distribuita anche fra il personale Ata. E c’è di più: i sindacati chiedono chiaramente che questi soldi vengano usati per incrementare lo stipendio del personale, e cioè non solo dei docenti ma di tutti i dipendenti del Miur. A conti fatti, i 200 milioni stanziati dalla legge 107 verrebbero distribuiti fra un milione e 200mila dipendenti e si tradurrebbero in circa 13 euro lordi a testa.

Fonte: OGGISCUOLA

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