Decreto Rilancio: il si della Camera, cosa prevede

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Con 318 voti a favore, 231 contrari e 2 astenuti il Governo incassa la fiducia della Camera sul Decreto Rilancio. Il provvedimento, rivisto e corretto a Montecitorio, mette in campo interventi per 55 miliardi di euro per limitare l’impatto economico dell’emergenza covid-19. Il testo arriverà a Palazzo Madama senza ulteriori modifiche. Le dichiarazioni di voto finali sul provvedimento avranno inizio il 9 Luglio alle ore 12.

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Tra le misure previste in aiuto alle attività commerciali e agli enti pubblici, diverse riguardano il mondo scuola, che andiamo qui ad elencare:
1) Assunzioni di docenti e ATA: la modifica più importante è certamente quella di un altro emendamento promosso dalla deputata Vittoria Casa che consentirà l’assunzione a tempo determinato di altri docenti e Ata. Si potranno anche attivare ulteriori posti di incarichi temporanei di personale docente e Ata nell’ambito però degli stanziamenti previsti dall’articolo 235, e cioè 400 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021.

2) 1000 assistenti tecnici: sempre la stessa Vittoria Casa ha riproposto la possibilità di assumere 1000 assistenti tecnici da mettere a disposizione delle scuole del primo ciclo per il periodo settembre-dicembre 2020.

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3) Contratti degli Ata ex LSU: l’emendamento approvato in Commissione Bilancio prevede una soluzione parziale del problema dei contratti degli ata e ex lsu, che sono inquadrati come lavoratori part-time e hanno uno stipendio modesto.
Per far fronte a ciò si prevede di attribuire a questo personale un ulteriore incarico in modo da arrivare a garantire 36 ore di servizio. La misura è considerata dicevamo prima una soluzione parziale e non definitiva, poiché vale solamente fino al 31 Dicembre.

4) Classi elementari con meno di 15 alunni: grazie a una deroga introdotta da un altro emendamento, le classi delle elementari potranno avere anche meno di 15 alunni.

5) Raddoppiati i fondi per le Scuole paritarie:
infine c’è l’emendamento approvato anche dalle opposizioni, ma non dal M5S, per aumentare i contributi alle scuole paritarie. Rispetto al decreto originario, che prevedeva uno stanziamento complessivo di 150 milioni, con la modifica approvata dalla Commissione Bilancio si raddoppia la cifra a 300.

Di Redazione OD

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