Rischio terza ondata, la Azzolina risponde a Salvini: non dipenderà dalla scuole, ma dalle Feste

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“Il rischio terza ondata non è dato dalle scuole, ma dai possibili comportamenti scorretti durante le Feste”: è questo quanto ha scritto ieri sulla propria pagina facebook la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. L’obiettivo, come sempre, è quello di confermare che le scuole sono un luogo sicuro e di riportare tutti in classe subito dopo le festività natalizie.

Un post che sembra essere una risposta al leader della Lega, Matteo Salvini, che durante la discussione al Senato sulla riforma del Mes ha attaccato ancora una volta il Governo sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Il senatore ha poi chiesto un confronto con il Presidente del Consiglio: “Se lei e il ministro Azzolina lo riteneste, noi domani saremmo al tavolo di confronto come centrodestra. Perché dire che il 7 gennaio riaprono indistintamente le scuole significa mettere a rischio la salute di milioni di studenti, dei loro familiari e degli insegnanti. Se non si è fatto nulla sul trasporto pubblico, sull’areazione delle classi, dire oggi rimandiamo a scuola i figli rischia di essere una catastrofe”.

La replica della Azzolina non si è fatta attendere e come sempre la linea è quella opposta: “Si avvicinano le festività natalizie e ancora una volta gli italiani sono chiamati a fare dei sacrifici a causa della pandemia. Sacrifici per evitare un nuovo lockdown, come ha detto il Presidente del Consiglio Conte, ma anche per tornare al più presto a scuola. Il rischio non è la riapertura il 7 gennaio delle scuole superiori – continua la Ministra – ma i comportamenti non corretti che potrebbero avvenire da oggi a tutto il periodo delle vacanze natalizie. Se durante il periodo di Natale rispetteremo le direttive date dal Governo, non ci sarà il rischio terza ondata e proteggeremo non solo noi stessi e i nostri cari, ma anche la scuola”.

Nel suo lungo post la Ministra rafforza la sua tesi ribadendo che dalla sua parte si schiera anche il Comitato tecnico scientifico. In effetti lo stesso coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha affermato davanti alle Commissioni Istruzione e Sanità del Senato che “non è corretto sostenere che il rischio terza ondata sia collegato alla scuola. Ovviamente siamo consapevoli che il rischio zero non esiste a scuola, come non esiste nel nostro vivere comune: ma il ritorno in classe è fondamentale per gli studenti, che da troppo tempo sono lontani da quegli ambienti. Quello che bisogna fare per prevenire i contagi è intervenire sui trasporti e sulle aggregazioni pre e post scolastiche. Sin dal 18 di aprile abbiamo suggerito al governo una serie di indicazioni, che riguardavano tutti gli ambiti, incluso il problema dei trasporti. E nei mesi estivi abbiamo dato tutte quelle indicazioni per le strutture locali, per adattarsi a quelle indicazioni”.

Poi la possibilità di modificare l’orario di ingresso degli studenti per mettere ancora più in sicurezza le classi: ”Far slittare la scuola di un’ora, un’ora mezza, due ore, per gli studenti delle scuole superiori non dovrebbe essere un gigantesco problema”.

 

 

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Fonte: Orizzontescuola

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