Musumeci su Sicilia zona rossa: “Non c’è altra via, troppi casi”. E alcune ore fa un post della Ministra Azzolina su Scuola: “Apertura è atto dovuto”

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“I dati sono allarmanti e purtroppo non c’è altra soluzione… Non si può giocare con la vita e la salute delle persone”. Sono state le parole del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ha utilizzato per illustrare un quadro generale di ciò che sta avvenendo in Sicilia e che lo ha portato a chiedere al Ministro della Salute, Speranza, di istituire in Sicilia la “zona rossa”.

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“Sul fronte scolastico –ha detto il governatore della Sicilia, Musumeci – torneranno a scuola i ragazzi delle elementari e della prima media, per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado varrà la didattica a distanza”.

Il presidente della Regione Siciliana si è detto infine “convinto che l’ordinanza senza le misure di vigilanza e senza le necessarie sanzioni rischia di essere inutile” e per questo rivolge “un appello a prefetti e ai sindaci della Sicilia affinché forze dell’ordine e polizia municipale possano essere mobilitata per questo tipo di attività”.

Master mondo scuola
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A proposito di scuola, alcune ore fa la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è intervenuta tramite un suo post pubblicato su Facebook, per far sapere l’opinione del Comitato Tecnico Scientifico sul tema dell’apertura della Scuola.

Nel post della ministra Azzolina si legge: “Oggi il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito, su richiesta del Ministero della Salute, per esprimersi sul rientro in classe di studentesse e studenti delle scuole superiori, previsto dal Governo. Ne è emerso un parere molto netto.

Il Cts ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus. E ribadito – non è la prima volta che lo dice – che l’assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale.

Università
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Queste valutazioni rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno. Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani”.   Salvo Cona

 

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