Aperte le istanze sul portale Polis fino al 19 maggio. La Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale diventa il “pass” obbligatorio per quasi tutti i profili. Ecco chi deve presentarla e come verificare la validità del titolo.
ROMA – È scattato ufficialmente il countdown per l’aggiornamento delle graduatorie permanenti ATA 24 mesi. Dalle ore 14:00 del 28 aprile, gli aspiranti al personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario possono inoltrare la domanda tramite il portale Istanze OnLine. Ma se la procedura sembra ormai consolidata, quest’anno a pesare sulle spalle dei candidati è lo scoglio della CIAD (Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale), un requisito che trasforma radicalmente le regole d’accesso.
CIAD: da “bonus” a requisito vitale
Non è più tempo di accumulare semplici punti extra. Con l’entrata a regime del nuovo CCNL Scuola, la CIAD ha cambiato natura: non è più un titolo culturale opzionale, ma una condizione di ammissibilità. Senza di essa, la porta della scuola per i nuovi inserimenti resta chiusa.
Il requisito colpisce quasi l’intera piramide professionale degli ATA:
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Assistenti Amministrativi e Tecnici: Diploma + CIAD.
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Cuochi, Infermieri e Guardarobieri: Titolo specifico + CIAD.
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Operatori Scolastici: Requisito obbligatorio.
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Collaboratori Scolastici: È l’unico profilo escluso dall’obbligo, per il quale resta sufficiente il solo titolo di studio ministeriale.
Chi “si salva” e chi rischia l’esclusione
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha introdotto delle clausole di salvaguardia per attenuare l’impatto della norma, distinguendo tra chi è già nel sistema e chi tenta il primo ingresso nelle graduatorie dei 24 mesi.
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I già inseriti: Chi è già presente nelle graduatorie permanenti e accede alla piattaforma solo per aggiornare il punteggio (servizio, titoli di preferenza, ecc.) gode di una moratoria temporanea e non deve presentare la CIAD immediatamente.
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I nuovi inserimenti: Per chi entra per la prima volta nella procedura, non c’è margine di errore. La CIAD deve essere posseduta e dichiarata contestualmente al titolo di studio. In mancanza del titolo, la domanda sarà dichiarata inammissibile dagli uffici competenti.
Il “bollino” Accredia: come non sbagliare certificato
Il rischio più grande è legato alla validità del titolo posseduto. Molti certificati informatici conseguiti in passato potrebbero non essere conformi alle nuove direttive. Per essere valida, la CIAD deve rispondere a tre requisiti ferrei:
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Accreditamento: Deve essere rilasciata da un organismo accreditato da Accredia.
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Standard Europeo: Deve essere conforme al framework DigComp 2.2.
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Verificabilità: Il nominativo del candidato deve risultare nel database pubblico di Accredia.
Il consiglio tecnico: Prima di chiudere l’istanza, è fondamentale controllare che sulla certificazione compaia esplicitamente la dicitura “Digital Competence Framework for Citizens DigComp 2.2”. In caso di dubbi, è opportuno consultare il registro online di Accredia: un titolo non a norma equivale a non possedere il requisito d’accesso.


